Storia del colonialismo in Asia: differenze tra le versioni

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[[File:Destroying Chinese war junks, by E. Duncan (1843).jpg|thumb|300px|right|Una nave della [[Compagnia britannica delle Indie orientali]] distrugge una giunca cinese durante la [[Guerre dell'oppio|Prima guerra dell'oppio]] (dipinto di Edward Duncan, 1843)]]
{{S|colonialismo|Asia}}

Dal XVI secolo, mercanti provenienti dall'[[Europa]] percorrono con sempre maggiore frequenza le rotte marittime [[Asia|asiatiche]] e progressivamente si stabiliscono sul continente: con l'occupazione di alcune città costiere e successivamente con quella di regioni più estese, prende avvio il '''colonialismo in Asia'''.<ref name=Ames-2008>Glenn J. Ames, ''The World Encompassed: The Age of European Discovery (1500-1700)'', Pearson Education Inc, 2008</ref> Nell'ultimo quarto dell'Ottocento, il [[Giappone]] e gli [[Stati Uniti d'America|Stati Uniti]] affiancano le potenze europee nella conquista di colonie: il processo si conclude nei decenni centrali del Novecento, quando gli stati asiatici soggetti alle potenze coloniali ottengono l'indipendenza.<ref name=Landes-2001>David Landes, ''La ricchezza e la povertà delle nazioni'', Garzanti, 2001</ref>
Dal XVI secolo, mercanti provenienti dall'[[Europa]] percorrono con sempre maggiore frequenza le rotte marittime [[Asia|asiatiche]] e progressivamente si stabiliscono sul continente: con l'occupazione di alcune città costiere e successivamente con quella di regioni più estese, prende avvio il '''colonialismo in Asia'''.<ref name=Ames-2008>Glenn J. Ames, ''The World Encompassed: The Age of European Discovery (1500-1700)'', Pearson Education Inc, 2008</ref> Nell'ultimo quarto dell'Ottocento, il [[Giappone]] e gli [[Stati Uniti d'America|Stati Uniti]] affiancano le potenze europee nella conquista di colonie: il processo si conclude nei decenni centrali del Novecento, quando gli stati asiatici soggetti alle potenze coloniali ottengono l'indipendenza.<ref name=Landes-2001>David Landes, ''La ricchezza e la povertà delle nazioni'', Garzanti, 2001</ref>


La curiosità degli Europei per l'Asia si accentua con la diffusione dei [[Letteratura di viaggio|resoconti dei viaggi]] di mercanti che percorrono la [[Via della seta]] in età [[Medioevo|medievale]].<ref>Albert T'Serstevens, ''I precursori di Marco Polo'', Garzanti, 1982</ref> Proseguendo idealmente la ''[[Reconquista]]'' e desiderose di allacciare rapporti diretti con i produttori di spezie, aggirando gli intermediari [[arabi]] e [[Repubblica di Venezia|veneziani]],<ref name=Cipolla-1999>Carlo Maria Cipolla, ''Vele e cannoni'', Il Mulino, 1999</ref> la [[Regno del Portogallo|Corona portoghese]] e [[Regno di Castiglia e León|quella spagnola]] finanziano la ricerca di una [[Rotta delle spezie|rotta marittima verso l'Estremo Oriente]]: il tentativo della Spagna di raggiungere l'Asia navigando verso ovest porta alla scoperta delle Americhe nel 1492, mentre i Portoghesi, con [[Vasco da Gama]], approdano in India nel 1498.<ref name=Cameron-Neal-2003>Rondo Cameron e Larry Neal, ''A Concise Economic History of the World from Paleolithic Times to the Present'', Oxford University Press, Oxford, 2003</ref>
La curiosità degli Europei per l'Asia si accentua con la diffusione dei [[Letteratura di viaggio|resoconti dei viaggi]] di mercanti che percorrono la [[Via della seta]] in età [[Medioevo|medievale]].<ref>Albert T'Serstevens, ''I precursori di Marco Polo'', Garzanti, 1982</ref> Proseguendo idealmente la ''[[Reconquista]]'' e desiderose di allacciare rapporti diretti con i produttori di spezie, aggirando gli intermediari [[arabi]] e [[Repubblica di Venezia|veneziani]],<ref name=Cipolla-1999>Carlo Maria Cipolla, ''Vele e cannoni'', Il Mulino, 1999</ref> la [[Regno del Portogallo|Corona portoghese]] e [[Regno di Castiglia e León|quella spagnola]] finanziano la ricerca di una [[Rotta delle spezie|rotta marittima verso l'Estremo Oriente]]: il tentativo della Spagna di raggiungere l'Asia navigando verso ovest porta alla scoperta delle Americhe nel 1492, mentre i Portoghesi, con [[Vasco da Gama]], approdano in India nel 1498.<ref name=Cameron-Neal-2003>Rondo Cameron e Larry Neal, ''A Concise Economic History of the World from Paleolithic Times to the Present'', Oxford University Press, Oxford, 2003</ref>


Nel XVII secolo, le [[Province Unite]] sostituiscono il Portogallo come prima potenza europea in Asia, soppiantate a loro volta dalla [[Regno di Francia|Francia]]<ref name=Ames-2008/> e quindi dalla [[Regno di Gran Bretagna|Gran Bretagna]], che per tutto l'Ottocento dall'[[Impero anglo-indiano|India]] contenderà l'egemonia sul continete asiatico alla [[Impero russo|Russia]], impossessatasi della [[Siberia]] e delle [[Steppa del Kazakistan|steppe kazake]].<ref name=Hopkirk-2004>Peter Hopkirk, ''Il Grande gioco'', Adelphi, 2004</ref> Raggiunte attraversando l'Oceano Pacifico, la Spagna occupa le [[Filippine]] dalla seconda metà del Cinquecento al 1898, quando viene [[Guerra ispano-americana|estromessa dagli Stati Uniti]]. La sconfitta dell'[[Impero Ottomano]] al termnine della [[Prima guerra mondiale]], consente a Francia e Gran Bretagna di allargare la propria sfera di influenza nel [[Mondo arabo]], rimasto indifferente ai progressi europei.<ref name=Landes-2001/> Il confronto con gli occidentali, induce invece il Giappone ad avviare un [[Restaurazione Meiji|rapido processo di modernizzazione]], al termine del quale [[Corea sotto il dominio giapponese|occupa la Corea]], ampie porzioni della [[Dinastia Qing|Cina]] e, durante la [[Seconda guerra mondiale]], tutto il sud-est asiatico.<ref name=Landes-2001/>
Nel Seicento, le [[Province Unite]] sostituiscono il Portogallo come prima potenza europea in Asia, soppiantate a loro volta dalla [[Regno di Francia|Francia]]<ref name=Ames-2008/> e quindi dalla [[Regno di Gran Bretagna|Gran Bretagna]], che per tutto l'Ottocento dall'[[Impero anglo-indiano|India]] contenderà l'egemonia sul continente asiatico alla [[Impero russo|Russia]], impossessatasi della [[Siberia]] e delle [[Steppa del Kazakistan|steppe kazake]].<ref name=Hopkirk-2004>Peter Hopkirk, ''Il Grande gioco'', Adelphi, 2004</ref> Raggiunte attraversando l'Oceano Pacifico, la Spagna occupa le [[Filippine]] dalla seconda metà del Cinquecento al 1898, quando viene [[Guerra ispano-americana|estromessa dagli Stati Uniti]]. La sconfitta dell'[[Impero ottomano]] al termine della [[prima guerra mondiale]], consente a Francia e Gran Bretagna di allargare la propria sfera di influenza nel [[Mondo arabo]], rimasto indifferente ai progressi europei.<ref name=Landes-2001/> Il confronto con gli occidentali, induce invece il Giappone ad avviare un [[Restaurazione Meiji|rapido processo di modernizzazione]], al termine del quale [[Corea sotto il dominio giapponese|occupa la Corea]], ampie porzioni della [[Dinastia Qing|Cina]] e, durante la [[seconda guerra mondiale]], tutto il sud-est asiatico.<ref name=Landes-2001/>


Le ragioni che hanno permesso a pochi Paesi europei di impadronirsi dei grandi Stati asiatici, e più in generale del mondo extraeuropeo a partire dal XVI secolo, sono ancora oggetto di dibattito e rappresentano uno dei principali quesiti a cui risponde la [[Storia economica|storia dell'economia]].<ref>Jack Goody, ''Capitalism and Modernity: The Great Debate'', Cambridge, Polity Press, 2004</ref>
Le ragioni di tale fenomeno sono molteplici: innanzitutto, la [[Rivoluzione Industriale]] non si era ancora diffusa in queste regioni, rendendo così le popolazioni locali militarmente impotenti di fronte all'avanzata degli europei; inoltre, l'organizzazione militare di molti stati asiatici era debole rispetto a quella delle potenze europee; i governi locali erano perlopiù dispotici e poco rappresentativi; la sopravvivenza di odi interetnici e intertribali e il diffuso [[analfabetismo]] rendevano impossibile creare società locali coese che fossero servite da un buon sistema amministrativo.


== India ==
== Conquiste e annessioni ==
=== India ===
{{vedi anche|India portoghese|India olandese|India francese|India danese|India britannica}}
{{vedi anche|India portoghese|India olandese|India francese|India danese|India britannica}}
Contemporaneamente all'affermasi dell'[[Impero Moghul]], in India arrivarono i primi mercanti europei: portoghesi, francesi e olandesi si limitarono (sostenuti dai rispettivi stati e in rivalità fra loro) a costruire basi commerciali lungo la costa, dove acquistavano spezie destinate all'Europa.<ref name=Ames-2008/>
Contemporaneamente all'affermasi dell'[[Impero Moghul]], in India arrivarono i primi mercanti europei. Portoghesi, francesi e olandesi si limitano (sostenuti dai rispettivi stati e in rivalità fra loro) a costruire basi commerciali lungo la costa: le uniche eccezioni sono il controllo diretto, prima portoghese poi olandese, di [[Ceylon]].<ref name=Ames-2008/>


Gli inglesi si spinsero anche verso l'interno, sconfiggendo i Francesi nelle [[Guerre del Carnatic]] per l'India meridionale e combattendo l'[[Impero Maratha]] nell'India centro-settentrionale.<ref name=Ferguson-2003>Niall Ferguson, ''Empire'', Penguin Books, Londra, 2003</ref> Strumento della penetrazione britannica fu la [[Compagnia Britannica delle Indie Orientali]], che dal [[XVII secolo]] ebbe il compito di controllare i piccoli regni e sultanati (molti dei quali preferivano il dominio britannico a quello locale) formalmente autonomi che erano nati dalla dissoluzione dell'Impero Moghul. Nel 1858 la Compagnia venne sciolta e l'India, che fino a quel momento era rimasta politicamente indipendente, divenne una [[colonia della corona britannica]], il ''[[British Raj]]'', affidata al controllo di un [[Governatore generale dell'India|governatore generale]].
Gli inglesi si spingono anche verso l'interno: sconfiggono i Francesi nelle [[Guerre del Carnatic]] (dal 1746 al 1763) per l'India sud-orientale, [[Guerre anglo-mysore|combattono il Regno di Myosre]] (dal 1766 al 1799) conquistando l'India sud-occidentale e [[Guerre anglo-maratha|si scontrano con l'Impero Maratha]] (dal 1775 al 1819) per il controllo nell'India centro-settentrionale.<ref name=Ferguson-2003>Niall Ferguson, ''Empire'', Penguin Books, Londra, 2003</ref> Strumento della penetrazione è la [[Compagnia Britannica delle Indie Orientali]], che dal [[XVII secolo]] controlla i piccoli regni e i sultanati formalmente autonomi (molti dei quali preferiscono il dominio britannico a quello locale) nati dalla dissoluzione dell'Impero Moghul. Nel 1858, dopo i [[Moti indiani del 1857]], la Compagnia viene sciolta e l'India, che fino a quel momento è rimasta politicamente indipendente, diviene una [[colonia della corona britannica]], il ''[[British Raj]]'', affidata al controllo di un [[Governatore generale dell'India|governatore generale]].


== Cina ==
=== Cina ===
{{vedi anche|Concessioni straniere in Cina|Trattati ineguali|Spedizione britannica in Tibet}}
{{vedi anche|Concessioni straniere in Cina|Trattati ineguali|Spedizione britannica in Tibet}}
All'inizio del XX secolo la Cina si trova in una situazione di semi-colonia.<ref>Wolfgang Reinhard, ''Storia del colonialismo'', Einaudi, 2001, p. 220</ref> Conserva una formale autonomia, senza divenire esplicitamente colonia, perché le potenze dominanti sono più di una, le quali da una parte sono rivali fra loro, ma d'altro canto hanno interessi comuni nel mantenere aperto il mercato cinese.
All'inizio del XX secolo la Cina si trova in una situazione di semi-colonia.<ref>Wolfgang Reinhard, ''Storia del colonialismo'', Einaudi, 2001, p. 220</ref> Conserva una formale autonomia, senza divenire esplicitamente colonia, perché le potenze dominanti sono più di una, le quali da una parte sono rivali fra loro, ma d'altro canto hanno interessi comuni nel mantenere aperto il mercato cinese.
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Le principali potenze detengono il controllo su una città portuale cinese ed estendono la propria influenza sul territorio circostante:
Le principali potenze detengono il controllo su una città portuale cinese ed estendono la propria influenza sul territorio circostante:
* [[File:Flag Portugal (1830).svg|20px|bordo]] [[Portogallo]]: [[Macao portoghese|Macao]] (dal 1557 al 1999)
* [[File:Flag Portugal (1830).svg|20px|bordo]] [[Portogallo]]: [[Macao portoghese|Macao]] (dal 1557 al 1999)
* [[File: Flag of the German Empire.svg|20px|bordo]] [[Impero tedesco|Germania]]: [[Kiao-Ciao|Baia di Kiao-Ciao]] (dal 1898 alla [[Teatro dell'Asia e del Pacifico della prima guerra mondiale|Prima guerra mondiale]])
* [[File:Flag of the German Empire.svg|20px|bordo]] [[Impero tedesco|Germania]]: [[Kiao-Ciao|Baia di Kiao-Ciao]] (dal 1898 alla [[Teatro dell'Asia e del Pacifico della prima guerra mondiale|Prima guerra mondiale]])
* {{Bandiera|Russia}} [[Impero russo|Russia]]: [[Lüshunkou|Port Arthur]] (dal 1897 alla [[Guerra russo-giapponese]])
* {{Bandiera|Russia}} [[Impero russo|Russia]]: [[Lüshunkou|Port Arthur]] (dal 1897 alla [[Guerra russo-giapponese]])
* {{Bandiera|GBR}} [[Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda|Gran Bretagna]]: [[Colonia di Hong Kong|Hong Kong]] (dalla [[Prima guerra dell'oppio]] al 1997) e [[Weihai]] (dal 1898 al 1930)
* {{Bandiera|GBR}} [[Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda|Gran Bretagna]]: [[Colonia di Hong Kong|Hong Kong]] (dalla [[Prima guerra dell'oppio]] al 1997) e [[Weihai]] (dal 1898 al 1930)
* {{Bandiera|Francia}} [[Terza Repubblica francese|Francia]]: [[Kwangchowan]] (dal 1892 al 1946)
* {{FRA 1870-1940}}: [[Kwangchowan]] (dal 1892 al 1946)
* {{Bandiera|Giappone}} [[Impero giapponese|Giappone]]: [[Lüshunkou|Port Arthur]], rinominata Ryojun, (dalla Guerra russo-giapponese alla [[Seconda guerra sino-giapponese|Seconda guerra mondiale]])
* {{Bandiera|Giappone}} [[Impero giapponese|Giappone]]: [[Lüshunkou|Port Arthur]], rinominata Ryojun, (dalla Guerra russo-giapponese alla [[Seconda guerra sino-giapponese|Seconda guerra mondiale]])
Le altre potenze controllano singoli quartieri nelle principali città: le [[Concessioni straniere di Tientsin]] (dove si trova anche la [[Concessione italiana di Tientsin|Concessione italiana]]) e le [[Concessione internazionale di Shanghai|Concessioni straniere di Shanghai]].
Le altre potenze controllano singoli quartieri nelle principali città: le [[Concessioni straniere di Tientsin]] (dove si trova anche la [[Concessione italiana di Tientsin|Concessione italiana]]) e le [[Concessione internazionale di Shanghai|Concessioni straniere di Shanghai]].


L'ingerenza ''coloniale'' in Cina inizia con le [[Guerre dell'oppio]] (la prima viene combattuta tra il 1839 e il 1842): grazie al facile successo militare, il Regno Unito costringe l'Impero cinese ad aprire i suoi mercati all'oppio e alle merci britanniche. Il sistema è basato sui ''[[treaty ports]]'': porti aperti al traffico internazionale sulla base di [[trattati ineguali]].
L'ingerenza ''coloniale'' in Cina inizia con le [[Guerre dell'oppio]] (la prima viene combattuta tra il 1839 e il 1842): grazie al facile successo militare, il Regno Unito costringe l'Impero cinese ad aprire i suoi mercati all'oppio e alle merci britanniche. Il sistema è basato sui ''[[treaty ports]]'': porti aperti al traffico internazionale sulla base di [[trattati ineguali]]. L'[[imperatrice Cixi]] e la nobiltà sono contrari alla modernizzazione e occidentalizzazione del paese, ma non sono in grado di opporsi agli invasori. Le tensioni interne generano la ''xenofoba'' [[Rivolta dei Boxer]] (1899-1901): la sua repressione da parte di una [[Alleanza delle otto nazioni|coalizione internazionale]] mette in evidenza ancora una volta la debolezza cinese. La vera e propria occupazione militare si ha solo nel periodo tra le due guerre, ad opera del [[Impero giapponese|Giappone]].


=== Asia centrale e Siberia ===
L'[[imperatrice Cixi]] e la nobiltà sono contrari alla modernizzazione e occidentalizzazione del paese, ma non sono in grado di opporsi agli invasori. Le tensioni interne generano la ''xenofoba'' [[Rivolta dei Boxer]] (1899-1901): la sua repressione da parte di una [[Alleanza delle otto nazioni|coalizione internazionale]] mette in evidenza ancora una volta la debolezza cinese. La vera e propria occupazione militare si ha solo nel periodo tra le due guerre, ad opera del [[Impero giapponese|Giappone]].
{{Vedi anche|Conquista russa della Siberia|Grande gioco|Prima guerra anglo-afghana|Seconda guerra anglo-afghana}}
Decisa a emanciparsi dai suoi antichi dominatori (i [[khanati]] superstiti dell'[[Impero mongolo]]) e determinata a raggiungere i “mari aperti”, la [[Regno russo|Russia]] intraprende la conquista delle terre situate a est dei monti [[ Urali]].<ref name=Toynbee-1974>Arnold J. Toynbee, ''Mankind and Mother Earth'', Oxford University Press, 1976</ref> L'occidentalizzazione del Paese (intensificatasi con il sovrano [[Pietro il Grande]], ma iniziata nel XVI secolo) fornisce gli strumenti necessari per prevalere sui popoli della [[Siberia]] e dell'[[Asia centrale]].<ref name=Toynbee-1974/> Nel 1648 l'esploratore [[Semen Dezhnev|Semen Deznev]] entra per primo nell'Oceano Pacifico navigando da nord, nel 1727 viene raggiunto il confine cinese (dove l'emporio di [[Kjachta]] apre i commerci con l'[[Impero Qing]]) e nel 1860 (dopo la [[Convenzione di Pechino]]) viene fondata [[Vladivostok]], prossima al confine con la [[Joseon|Corea]]. L'espansione russa in Asia centrale (dal XIX secolo viene annesso il [[Turkestan occidentale]] e sottomessi il [[Khanato di Khiva]] e di [[Khanato di Bukhara|quello di Bukhara]]) impensierisce l'Impero britannico, che risponde mettendo [[Influenza europea in Afghanistan|sotto la propria influenza l'Afghanistan]] e sostenendo il Giappone nella [[Guerra russo-giapponese|guerra contro l'Impero degli zar]].<ref name=Hopkirk-2004/>


== Asia centrale e Siberia ==
=== Medio Oriente ===
{{Vedi anche|Impero Russo|Conquista russa della Siberia|Grande gioco|Prima guerra anglo-afghana}}
Decisa a emanciparsi dai suoi antichi dominatori (i [[khanati]] superstiti dell'[[Impero mongolo]]) e determinata a raggiungere i “mari aperti”, la [[Regno russo|Russia]] intraprende la conquista delle terre situate a est dei monti [[ Urali]].<ref name=Toynbee-1974>Arnold J. Toynbee, ''Mankind and Mother Earth'', Oxford University Press, 1976</ref> L'occidentalizzazione del Paese (intensificatasi con il sovrano [[Pietro il Grande]], ma iniziata nel XVI secolo) fornisce gli strumenti necessari per prevalere sui popoli della [[Siberia]] e dell'[[Asia centrale]].<ref name=Toynbee-1974/> Nel 1648 l'esploratore [[Semen Dezhnev|Semen Deznev]] entra per primo nell'Oceano Pacifico navigando da nord, nel 1727 viene raggiunto il confine cinese (dove l'emporio di [[Kjachta]] apre i commerci con l'[[Impero Qing]]) e nel 1860 (dopo la [[Convenzione di Pechino]]) viene fondata [[Vladivostock]], prossima al confine con la [[Joseon|Corea]]. L'espansione russa in Asia centrale (dal XIX secolo viene annesso il [[Turkestan occidentale]] e sottomessi il [[Khanato di Khiva]] e di [[Khanato di Bukhara|quello di Bukhara]]) impensieriscono l'Impero britannico, che risponde mettendo [[Influenza europea in Afghanistan|sotto la propria influenza l'Afghanistan]] e sostenendo il Giappone nella [[Guerra russo-giapponese|guerra contro l'Impero degli zar]].<ref name=Hopkirk-2004/>

== Medio Oriente ==
{{Vedi anche|Stati della Tregua|Protettorato dell'Arabia Meridionale|Protettorato di Aden|Accordo anglo-russo per l'Asia}}
{{Vedi anche|Stati della Tregua|Protettorato dell'Arabia Meridionale|Protettorato di Aden|Accordo anglo-russo per l'Asia}}
[[File:Braun Hormus UBHD.jpg|300px|thumb|left|La fortezza di [[Hormuz]] (da ''Civitates Orbis Terrarum'', 1572) costruita dai Portoghesi nel 1508, quando conquistarono la città. Nel 1622 i [[Safavidi]], aiutati da unità navali della Compagnia britannica delle Indie orientali, [[Presa di Ormuz (1622)|riconquistarono il forte]]. Da quel momento gli [[Regno d'Inghilterra|inglesi]] furono pressoché gli unici europei a operare nel Golfo Persico.]]
Dal primo Ottocento si intensifica la presenza navale britannica nelle acque del [[Golfo Persico]]. Intuendo il malcontendo arabo per il dominio turco-ottomano sulla regione, la [[Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda|Gran Bretagna]] si erge a protettrice dei piccoli [[emirati]] del Golfo, ottenendo in cambio l'esclusione dei suoi concorrenti europei dai mercati locali e la cessazione della secolare [[Tratta araba degli schiavi|tratta araba di schiavi africani]] nell'Oceano Indiano. Nel 1915, con il [[trattato di Darin]], il [[Sultanato del Neged]], retto dai [[Dinastia saudita|Sauditi]], chiede e ottiene il sostegno britannico per contrastare il potere turco-ottomano che in due occasioni, prima alleato con l'[[Eyalet d'Egitto|Egitto]], poi con i [[Al Rashid|Rashidi]], ha sconfitto i due precedenti regni sauditi, l'[[Emirato di Dir'iyya]] (nel 1818) e l'[[Emirato di Najd]] (nel 1887).<ref name=Seidensticker-2016>Tilman Seidensticker, ''Islamismo'', Il Mulino, 2016</ref> Durante la [[Rivolta araba]] del 1916, la Gran Bretagna offre il suo sostegno anche agli [[Hashemiti]], desiderosi quanto i Sauditi di emanciparsi dal potere ottomano, offredo armi e istruttori militari contro le forze turche.<ref name=Gelvin-2020>James L. Gelvin, ''The Modern Middle East. A History'', Oxford University Press, 2020</ref> Terminata la Prima guerra mondiale, l'[[Impero ottomano nella prima guerra mondiale|Impero ottomano sconfitto]] perde il proprio controllo sui territori arabi, che sono ormai in vista della loro indipendenza. La [[Società delle Nazioni]] affida ai britannici l'[[Mandato britannico della Mesopotamia|amministrazione provvisoria della Mesopotamia]] (dal 1920 al 1932); il [[Regno Arabo di Siria]], formatosi dopo il ritiro turco, viene invece diviso in due diversi [[Mandato della Società delle Nazioni|mandati]] (assecondando gli [[Accordi Sykes-Picot]]): la parte settentrionale viene affidata alla Francia ([[Mandato francese della Siria e del Libano]]), la parte meridionale al Regno Unito ([[Transgiordania|Mandato britannico della Transgiordania]] e [[Mandato britannico della Palestina|della Palestina]]).<ref name=Gelvin-2020/> Più a sud, il [[Regno hascemita dell'Hegiaz]] viene conquistato dai sauditi che con la sua annessione, riconosciuta dai britannici nel 1926 nel [[Trattato di Gedda]], possono infine proclamare la nascita dell'[[Arabia Saudita]].<ref name=Seidensticker-2016/>
Se si esclude il ruolo della Francia in Siria all'indomani della [[prima guerra mondiale]], il colonialismo in Medio Oriente è opera essenzialmente del Regno Unito. Dal primo Ottocento si intensifica la presenza navale britannica nelle acque del [[Golfo Persico]]. Intuendo il malcontendo arabo per il dominio turco-ottomano sulla regione, la [[Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda|Gran Bretagna]] si erge a protettrice dei piccoli [[emirati]] del Golfo, ottenendo in cambio l'esclusione dei suoi concorrenti europei dai mercati locali e la cessazione della secolare [[Tratta araba degli schiavi|tratta araba di schiavi africani]] nell'Oceano Indiano.<ref>Paul Lovejoy, ''Transformations of Slavery: A History of Slavery in Africa'', Cambridge University Press, Cambridge, 2012</ref> Un trattato del 1853 con gli emirati della "[[Costa dei Pirati]]" dà vita alla federazione degli [[Stati della Tregua]], protettorato britannico.<ref>L'accordo è noto come ''Perpetual Maritime Truce of 1853'' e gli emirati sono noti come ''Trucial States''</ref> Nel 1861, viene dichiarato il protettorato sul [[Bahrein]].<ref>Philippa Levine, ''The British Empire. Sunrise to Sunset'', Harlow, Pearson, 2007</ref> Un accordo di protezione viene concluso nel 1899 anche con lo [[Kuwait|Sceiccato del Kuwait]].<ref>L'accordo è noto come ''Anglo-Kuwaiti Agreement of 1899'', firmato il 23 gennaio 1899</ref> Nel 1915, con il [[trattato di Darin]], il [[Sultanato del Neged]], retto dai [[Dinastia saudita|Sauditi]], chiede e ottiene il sostegno britannico per contrastare il potere turco-ottomano che in due occasioni, prima alleato con l'[[Eyalet d'Egitto|Egitto]], poi con i [[Al Rashid|Rashidi]], ha sconfitto i due precedenti regni sauditi, l'[[Emirato di Dirʿiyya]] (nel 1818) e l'[[Emirato di Najd]] (nel 1887).<ref name=Seidensticker-2016>Tilman Seidensticker, ''Islamismo'', Il Mulino, 2016</ref> Durante la [[Rivolta araba]] del 1916, la Gran Bretagna sostiene anche gli [[Hashemiti]], desiderosi quanto i Sauditi di emanciparsi dal potere ottomano, fornendo armi e istruttori militari contro le forze turche.<ref name=Gelvin-2020>James L. Gelvin, ''The Modern Middle East. A History'', Oxford University Press, 2020</ref> Terminata la Prima guerra mondiale, l'[[Impero ottomano nella prima guerra mondiale|Impero ottomano sconfitto]] perde il proprio controllo sui territori arabi, che sono ormai in vista della loro indipendenza. La [[Società delle Nazioni]] affida ai britannici l'[[Mandato britannico della Mesopotamia|amministrazione provvisoria della Mesopotamia]] (dal 1920 al 1932); il [[Regno Arabo di Siria]], formatosi dopo il ritiro turco, viene invece diviso in due diversi [[Mandato della Società delle Nazioni|mandati]] (assecondando gli [[Accordi Sykes-Picot]]): la parte settentrionale viene affidata alla Francia ([[Mandato francese della Siria e del Libano]]), la parte meridionale al Regno Unito ([[Mandato britannico della Palestina]] e della [[Transgiordania]]).<ref name=Gelvin-2020/> Più a sud, il [[Regno hascemita dell'Hegiaz]] viene conquistato dai Sauditi che con la sua annessione, riconosciuta dai britannici nel [[Trattato di Gedda]] del 1926, possono infine proclamare la nascita dell'[[Arabia Saudita]].<ref name=Seidensticker-2016/>


==Sud-est asiatico==
===Sud-est asiatico===
{{vedi anche|Indie orientali olandesi|Indie orientali spagnole|Indocina francese|Governo britannico in Birmania}}
{{vedi anche|Indie orientali olandesi|Indie orientali spagnole|Indocina francese|Governo britannico in Birmania}}
I Portoghesi conquistano [[Malacca]] nel 1511 e proseguono verso est raggiungendo le [[Molucche]], le agognate [[Isole delle spezie]], stabilendosi attorno al [[Mare di Banda]].<ref name=Milton-1999>Giles Milton, ''L'isola della noce moscata'', Rizzoli, 1999</ref> Nel Settecento occupano la [[Timor portoghese|parte orientale di Timor]] (che conservano sino al 1975), mentre le altre posizioni vanno perse a vantaggio delle Province Unite, che nel 1602, con la [[Compagnia olandese delle Indie orientali]], sono orami presenti in forze nella regione. Il dominio olandese si allarga a [[Giava]], [[Sumatra]], [[Piccole Isole della Sonda|Isole della Sonda]] e [[Celebes]] e viene mantenuto nonostante i ripetuti attacchi degli Inglesi, che hanno fortuna solo durante le [[Guerre napoleoniche]].<ref name=Milton-1999/> Al termine del conflitto, il Regno Unito trattiene solo i possedimenti della [[Penisola di Malacca]], che dal 1826 vengono amministrati congiuntamente come [[Stabilimenti dello Stretto]]. Nei decenni successivi il Regno Unito allarga la propria sfera d'influenza al Borneo settentrionale (Protettorati su [[Sarawak]], [[Brunei]], [[Colonia di Labuan|Labuan]] e [[Borneo del Nord|Sabah]]), mentre i Paesi Bassi al Borneo meridionale e alla parte occidentale della Nuova Guinea. Più a nord, partendo dall'India, i britannici intraprendono la [[Guerre anglo-birmane|conquista della Birmania]], parallelamente la Francia annette l'[[Indocina francese|Indocina]]: il confine fra i due possedimenti viene fissato sul [[Mekong|fiume Mekong]], mentre il [[Regno di Rattanakosin|Siam]], nel mezzo, conserva la sua indipendenza, ma viene spartito in due distinte zone d'influenza. Nel 1898, l'esplosione della ''[[USS Maine (ACR-1)|USS Maine]]'' davanti alle coste cubane porta gli [[Guerra ispano-americana|Stati Uniti in guerra con la Spagna]], che in Estremo Oriente devo cedere le [[Indie orientali spagnole|Filippine]], conquistate nel 1565. Per tutto il Seicento, a [[Manila]] affluisce una parte dell'argento che la Spagna estrae nelle sue colonie amricane e invia con un convoglio attraverso il Pacifico (sul ''[[Galeone di Manila]]''): l'argento viene utilizzato per pagare i prodotti acquistati in Estremo Oriente destinati al mercato europeo.<ref>Carlo Maria Cipolla, ''Conquistadores, pirati, mercatanti'', Il Mulino, 1996</ref>
I Portoghesi conquistano [[Malacca]] nel 1511 e proseguono verso est raggiungendo le [[Molucche]], le agognate [[Isole delle spezie]], stabilendosi attorno al [[Mare di Banda]].<ref name=Milton-1999>Giles Milton, ''L'isola della noce moscata'', Rizzoli, 1999</ref> Nel Settecento occupano la [[Timor portoghese|parte orientale di Timor]] (che conservano sino al 1975), mentre le altre posizioni vanno perse a vantaggio delle Province Unite, che nel 1602, con la [[Compagnia olandese delle Indie orientali]], sono ormai presenti in forze nella regione. Il dominio olandese si allarga a [[Giava]], [[Sumatra]], [[Piccole Isole della Sonda|Isole della Sonda]] e [[Celebes]] e viene mantenuto nonostante i ripetuti attacchi degli Inglesi, che hanno fortuna solo durante le [[Guerre napoleoniche]].<ref name=Milton-1999/> Al termine del conflitto, il Regno Unito trattiene solo i possedimenti della [[Penisola di Malacca]], che dal 1826 vengono amministrati congiuntamente come [[Stabilimenti dello Stretto]]. Nei decenni successivi il Regno Unito allarga la propria sfera d'influenza al Borneo settentrionale (Protettorati su [[Sarawak]], [[Brunei]], [[Colonia di Labuan|Labuan]] e [[Borneo del Nord|Sabah]]), mentre i Paesi Bassi al Borneo meridionale e alla parte occidentale della Nuova Guinea. Più a nord, partendo dall'India, i britannici intraprendono la [[Guerre anglo-birmane|conquista della Birmania]], parallelamente la Francia annette l'[[Indocina francese|Indocina]]: il confine fra i due possedimenti viene fissato sul [[Mekong|fiume Mekong]], mentre il [[Regno di Rattanakosin|Siam]], nel mezzo, conserva la sua indipendenza, ma viene spartito in due distinte zone d'influenza. Nel 1898, l'esplosione della ''[[USS Maine (ACR-1)|USS Maine]]'' davanti alle coste cubane porta gli [[Guerra ispano-americana|Stati Uniti in guerra con la Spagna]], che in Estremo Oriente devo cedere le [[Indie orientali spagnole|Filippine]], conquistate nel 1565. Per tutto il Seicento, a [[Manila]] affluisce una parte dell'argento che la Spagna estrae nelle sue colonie americane e invia con un convoglio attraverso il Pacifico (sul ''[[Galeone di Manila]]''): l'argento viene utilizzato per pagare i prodotti acquistati in Estremo Oriente destinati al mercato europeo.<ref>Carlo Maria Cipolla, ''Conquistadores, pirati, mercatanti'', Il Mulino, 1996</ref>


== Giappone ==
=== Giappone ===
{{vedi anche|Sakoku|Bakumatsu|Rinnovamento Meiji|Impero giapponese}}
{{vedi anche|Periodo del commercio Nanban|Sakoku|Bakumatsu|Rinnovamento Meiji}}
[[File:Matsushima(Bertin).jpg|thumb|L'incrociatore ''[[Matsushima (incrociatore)|Matsushima]]'', ammiraglia della [[Marina imperiale giapponese]] durante la [[Prima guerra sino-giapponese]] (1894-1895).]]
Temendo che il [[Periodo del commercio Nanban|commercio con gli Europei]], giunti nel Mar Giallo nel 1542, possa turbare gli equilibri interni faticosamente raggiunti dopo l'instabilità dei [[periodo Sengoku]], lo [[shogunato Tokugawa]] decide, nel 1638, per la [[Sakoku|chiusura dei porti ai mercanti stranieri]];<ref name=Huntington-2000>Samuel P. Huntington, ''Lo scontro delle civiltà'', Garzanti, 2000</ref> le rare informazioni sul mondo esterno filtrano dalla stazione commerciale olandese di [[Dejima]], nel porto di Nagasaki. In Giappone, nei due secoli successivi, si manifestano allora due opposte tendenze: da un lato chi vorrebbe rifiutare ogni novità portata dagli occidentali,<ref name=Huntington-2000/> dall'altro chi vorrebbe adottarne le tecniche<ref name=Toynbee-1974/> (→ ''[[Rangaku]]''). Nel 1854 le ''[[navi nere]]'' del commodoro statunitense [[Matthew Calbraith Perry|Matthew Perry]] costringono il Paese a sottoscrivere la [[Convenzione di Kanagawa]], un [[trattato ineguale]] simile a quelli imposti dagli occidentali alla Cina. Il potere dello [[shogun]] ne esce indebolito e un gruppo di decisi riformatori si raccoglie dietro la figura del giovane [[Mutsuhito|imperatore Mutsuhito]]: prende allora forma il [[Rinnovamento Meiji]], che esautora lo shogun e ricostruisce il potere imperiale, riuscendo nell'importazione della rivoluzione industriale dall'Europa e nell'introduzione di audaci riforme sociali (fine del potere dei [[samurai]] e dei [[daimyō]], abbigliamento occidentale e scolarità obbligatoria).<ref name=Ferguson-2011>Niall Ferguson, ''Civilization: The West and the Rest'', Penguin, 2011</ref> La costruzione di una moderna flotta da guerra, con l'aiuto britannico, permette l'espansione del Giappone nei Paesi vicini: una [[Prima guerra sino-giapponese|vittoria sulla Cina nel 1895]] porta all'annessione di [[Isola di Formosa|Taiwan]], [[Guerra russo-giapponese|quella sulla Russia nel 1905]] consente di estendere l'influenza alla Corea e alla Manciuria,<ref name=Hopkirk-2004/> l'[[Giappone nella prima guerra mondiale|intervento nella Prima guerra mondiale]] a fianco dell'[[Triplice intesa|Intesa]] consente di ottenere dalla [[Società delle Nazioni]] il [[Mandato della Società delle Nazioni|mandato fiduciario]] sulle Isole del Pacifico appartenute all'Impero coloniale tedesco. Dal 1930 il sistema degenera in un [[Militarismo giapponese|militarismo spietato e brutale]]: [[Crimini di guerra giapponesi|crimini di guerra]] vengono perpetrati ai danni dalla popolazione civile coreana e cinese.<ref name=Ferguson-2003/> Con un'offensiva nel Sud-est asiatico vengono sconfitte singolarmente tutte le potenza coloniali: gli americani vengono cacciati dalle [[Filippine statunitensi|Filippine]], i britannici dalla [[Malesia britannica|Malesia]] e dalla [[Governo britannico in Birmania|Birmania]], i francesi dall'[[Indocina francese|Indocina]], gli olandesi dall'[[Indonesia olandese|Indonesia]] e un raid aereo giunge a [[Bombardamento di Darwin|bombardare Darwin]], in Australia.<ref name=Ferguson-2003/>
Temendo che il [[Periodo del commercio Nanban|commercio con gli Europei]], giunti nel Mar Giallo nel 1542, possa turbare gli equilibri interni faticosamente raggiunti dopo l'instabilità dei [[periodo Sengoku]], lo [[shogunato Tokugawa]] decide, nel 1638, per la [[Sakoku|chiusura dei porti ai mercanti stranieri]];<ref name=Huntington-2000>Samuel P. Huntington, ''Lo scontro delle civiltà'', Garzanti, 2000</ref> le rare informazioni sul mondo esterno filtrano dalla stazione commerciale olandese di [[Dejima]], nel porto di Nagasaki. In Giappone, nei due secoli successivi, si manifestano allora due opposte tendenze: da un lato chi vorrebbe rifiutare ogni novità portata dagli occidentali,<ref name=Huntington-2000/> dall'altro chi vorrebbe adottarne le tecniche<ref name=Toynbee-1974/> (→ ''[[Rangaku]]''). Nel 1854 le ''[[navi nere]]'' del commodoro statunitense [[Matthew Calbraith Perry|Matthew Perry]] costringono il Paese a sottoscrivere la [[Convenzione di Kanagawa]], un [[trattato ineguale]] simile a quelli imposti dagli occidentali alla Cina. Il potere dello [[Shōgun]] ne esce indebolito e un gruppo di decisi riformatori si raccoglie dietro la figura del giovane [[Mutsuhito|imperatore Mutsuhito]]: prende allora forma il [[Rinnovamento Meiji]], che esautora lo shogun e ricostruisce il potere imperiale, riuscendo nell'importazione della rivoluzione industriale dall'Europa e nell'introduzione di audaci riforme sociali (fine del potere dei [[samurai]] e dei [[daimyō]], abbigliamento occidentale e scolarità obbligatoria).<ref name=Ferguson-2011>Niall Ferguson, ''Civilization: The West and the Rest'', Penguin, 2011</ref>


La costruzione di una moderna flotta da guerra, con l'aiuto britannico e francese, permette l'espansione del Giappone nei Paesi vicini: una [[Prima guerra sino-giapponese|vittoria sulla Cina nel 1895]] porta all'annessione di [[Isola di Formosa|Taiwan]], [[Guerra russo-giapponese|quella sulla Russia nel 1905]] consente di estendere l'influenza alla Corea e alla Manciuria,<ref name=Hopkirk-2004/> l'[[Giappone nella prima guerra mondiale|intervento nella Prima guerra mondiale]] a fianco dell'[[Triplice intesa|Intesa]] consente di ottenere dalla [[Società delle Nazioni]] il [[Mandato della Società delle Nazioni|mandato fiduciario]] sulle Isole del Pacifico appartenute all'Impero coloniale tedesco. Dal 1930 il sistema degenera in un [[Militarismo giapponese|militarismo spietato e brutale]]: [[Crimini di guerra giapponesi|crimini di guerra]] vengono perpetrati ai danni dalla popolazione civile coreana e cinese.<ref name=Ferguson-2003/> Con un'offensiva nel Sud-est asiatico vengono sconfitte singolarmente tutte le potenza coloniali: gli americani vengono cacciati dalle [[Filippine statunitensi|Filippine]], i britannici dalla [[Malesia britannica|Malesia]] e dalla [[Governo britannico in Birmania|Birmania]], i francesi dall'[[Indocina francese|Indocina]], gli olandesi dall'[[Indonesia olandese|Indonesia]] e un raid aereo giunge a [[Bombardamento di Darwin|bombardare Darwin]], in Australia.<ref name=Ferguson-2003/>
== Spartizione dell'Asia per opera degli europei ==

* [[Impero Indiano]] - [[Gran Bretagna]], comprendeva oltre all'odierna [[India]], il [[Pakistan]], il [[Bhutan]], il [[Bangladesh]] e la [[Birmania]], gli inglesi ebbero il sopravvento sugli altri competitori europei nel 1757. Nel 1858 la Corona prese il governo diretto dell'India
==Integrazione economica==
* [[Yemen del Sud]] - [[Gran Bretagna]] protettorato britannico di Aden e Hadramaut dal 1839
{{vedi anche|Casa da Índia|Rotta delle spezie|Compagnie commerciali europee fondate nel XVII secolo}}
* [[Kuwait]] - [[Gran Bretagna]], protettorato britannico dal 1861
La principale conseguenza del colonialismo delle potenze dell'Europa in Asia è la progressiva integrazione dell'economia dei due continenti. Tra i maggiori storici della modernità (come [[Fernand Braudel]], [[Pierre Chaunu]] e [[Carlo Maria Cipolla]]) vi è consenso nell'affermare che la [[bilancia commerciale]] europea con le economia asiatiche rimane a lungo deficitaria: le merci acquistate in India, in Cina e nelle Molucche [[Real da 8|vengono pagate con l'argento]] e non vengono scambiate con manufatti artigianali europei.<ref name=Braudel-1997>Fernand Braudel, ''Expansion européenne et capitalisme (1450-1650)'' in ''Les ambitions de l'Histoire'', Editions de Fallois, 1997</ref> L'argento che affluisce in Asia proviene soprattutto dall'[[America spagnola]]: giunto in Europa attraverso la Spagna, viene coniato e riesportato in Estremo Oriente.<ref name=Braudel-1997/> Solo dopo la [[rivoluzione industriale]], nel XIX secolo, gli stati europei attivi sui mercati asiatici dispongono di beni concorrenziali con quelli locali: a quel punto l'Asia (in particolare Cina e India) diviene soprattutto uno [[Mercato|sbocco commerciale]] per i prodotti finiti. Gli storici dell'economia mettono però in guardia dal sopravvalutare l'importanza dei mercati asiatici per lo sviluppo industriale dell'Europa occidentale: secondo [[Paul Bairoch]] per tutto l'Ottocento e nel primo terzo del Novecento, le colonie assorbono infatti meno di un decimo del totale delle esportazioni dell'Europa e degli Stati Uniti.<ref name=Bairoch-1993>Paul Bairoch, ''Economics and World History'', University of Chicago Press, 1993</ref>
* [[Emirati Arabi Uniti]] - [[Gran Bretagna]], conosciuta come [[Stati della Tregua|Costa del Pirati]], protettorato britannico dal 1860

* [[Oman]] - [[Gran Bretagna]], protettorato britannico dal 1891
==Influenza culturale sull'Europa==
* [[Bahrein]] - [[Gran Bretagna]], protettorato britannico
{{vedi anche|Orientalistica|Arabistica|Iranistica|Indologia|Sinologia|Iamatologia}}
* [[Qatar]] - [[Gran Bretagna]] protettorato britannico
L'incontro con l'Asia porta nuovi elementi nella cultura europea. Nell'Ottocento, ai tradizionali curricula universitari europei, si aggiunge lo studio dell'Oriente.<ref>Immanuel Wallerstein, ''Comprendere il mondo. Introduzione all'analisi dei sistemi mondo'', Asterois, 2018</ref> Dopo l'[[egittologia]] (nata al seguito della [[Campagna d'Egitto|spedizione di Bonaparte in Egitto]] tra il 1798 e il 1803), prende forma l'[[archeologia orientale]]: lo studio delle [[civiltà mesopotamiche]] permette agli europei di formulare le prime ipotesi relativa alla [[Rivoluzione neolitica|nascita dell'agricoltura]] e alla [[Storia della scrittura|nascita della scrittura]]. Si approfondisce inoltre lo studio delle lingue orientali. Parallelamente, l'arte europea trova gusto nella [[Esotismo|rappresentazione di paesaggi esotici]] (con la corrente pittorica dell'[[Orientalismo (corrente pittorica)|orientalismo]]), nella rielaborazione dei motivi figurativi giapponesi (→ [[giapponismo]]) e nell'imitazione dei prodotti artigianali cinesi (→ [[cineserie]]); si fanno largo nuovi temi e ambientazioni anche nelle opere liriche (come in ''[[Madama Butterfly]]'' o in ''[[Turandot]]'' di [[Giacomo Puccini]]).
* [[Iraq]] - [[Impero Ottomano]], dal 1918 al 1932 [[Gran Bretagna]], [[mandato britannico della Mesopotamia]]
== Quadro sinottico ==
* [[Giordania]] - [[Impero Ottomano]], dal 1918 al 1946 [[Gran Bretagna]], [[Transgiordania|mandato britannico della Transgiordania]]
===Colonie===
* [[Israele]] - [[Impero Ottomano]], dal 1918 al 1948 [[Gran Bretagna]], [[mandato britannico della Palestina]]
[[File:Map Political map of Asia 1937 - Touring Club Italiano CART-TRC-13 01.jpg|thumb|Mappa politica dell'Asia nel 1937; sono evidenziate le colonie europee]]
* [[Siria]] - [[Impero Ottomano]], dal 1918 al 1946 [[Francia]]
*[[File:British Raj Red Ensign.svg|20px|bordo]] [[India britannica]]: comprendeva oltre all'odierna [[India]], anche il [[Pakistan]] e il [[Bangladesh]]. Gli inglesi presero il sopravvento sugli altri competitori europei nel 1757. Nel 1858 la Corona prese il governo diretto dell'India dalla quale dipendevano anche i protettorati sul [[Bhutan]] e sul [[Nepal]]
* [[Libano]] - [[Impero Ottomano]], dal 1918 al 1946 [[Francia]]
** [[File:Flag of Burma (1939–1941, 1945–1948).svg|20px|bordo]] [[Governo britannico in Birmania|Birmania britannia]]: unita all'India britannica nel 1886 (ora [[Myanmar]])
* [[Maldive]] - [[Gran Bretagna]]
* [[Sri Lanka]] - conquistato dal [[Portogallo]] ([[1505]]), poi dai Paesi Bassi (1656) e infine dalla [[Gran Bretagna]] ([[1796]]). Risorse principali: [[tè]] e [[Gomma (materiale)|gomma]].
* [[File:Flag of Ceylon (1875–1948).svg|20px|bordo]] [[Ceylon britannica]]: conquistato dal Portogallo (1505) poi dai Paesi Bassi (1656) e infine dalla Gran Bretagna (1796). Ora [[Sri Lanka]]
* [[File:Flag of the British Straits Settlements (1925–1946).svg|20px|bordo]] [[Stabilimenti dello Stretto]]: colonia britannica, ora [[Malesia peninsulare]] e [[Singapore]]
* [[Kiautschou]] e penisola di [[Qingdao]] - colonia dell'[[Impero tedesco]] 1888-1919
* [[File:Flag of Labuan (1912–1946).svg|20px|bordo]] [[Colonia di Labuan|Colonia britannica di Labuan]]: ora [[Labuan]], territorio federale della [[Malaysia]]
* [[Macao]] - [[colonia portoghese]], prima colonia europea in Cina ([[1557]]-[[1999]]).
* [[File:Flag of French Indochina.svg|20px|bordo]] [[Indocina francese]]: comprendeva il [[Laos]], la [[Cambogia]] e il [[Vietnam]]
* [[Hong Kong]] - [[colonia britannica]] dal [[1841]] al [[1997]].
* [[File:Flag of France (1794–1815, 1830–1958).svg|20px|bordo]] [[Insediamenti Francesi in India]], ora [[Pondicherry]], India
* [[Malaysia]]- portoghese, poi olandese e, infine, britannica. Risorse: gomma e stagno.
* [[File:Flag of the Netherlands.svg|20px|bordo]] [[Indie orientali olandesi]], ora [[Indonesia]]
* [[Singapore]] - britannica dal [[1819]].
* [[File:US flag 48 stars.svg|20px|bordo]] [[Filippine statunitensi]]: spagnole fino alla rivolta del [[1896]], poi acquistate per 20 milioni di dollari dagli [[Stati Uniti d'America|Stati Uniti]] in seguito alla [[guerra ispano-americana]] del [[1898]] (ora [[Filippine]])
* [[Isole Marshall]] - colonie tedesca dal 1884 al 1919
* [[File:Seal of the Government-General of Korea.svg|20px|bordo]] [[Corea sotto il dominio giapponese|Governatorato generale della Corea]]: dal [[1910]] occupata dal Giappone (ora [[Corea del Sud]] e [[Corea del Nord]])
* [[Birmania]] - unita all'[[India]] dai britannici (1886-1937). Nel 1880, i francesi costruirono una ferrovia da [[Tonchino]] a [[Mandalay]]: temendo l'espansione francese, i britannici attaccarono la Birmania. Il sovrano locale fu catturato e inviato come prigioniero in India.
* [[File:Seal_of_the_Government-General_of_Taiwan.svg|20px|bordo]] [[Taiwan sotto il dominio giapponese|Colonia di Taiwan]]: dal [[1895]] colonia giapponese (ora [[Taiwan]])
* [[Indonesia]] e isole vicine - occupate dagli olandesi.
* [[File:Lesser coat of arms of Portuguese India.svg|18px|bordo]] [[Goa]]: colonia portoghese (ora Stato di Goa, India)
* [[Indocina]] - francese; comprendeva il [[Laos]], la [[Cambogia]], e il [[Vietnam]]. Varie rivolte locali furono "pacificate" dai francesi.
* [[File:Lesser coat of arms of Portuguese Timor.svg|18px|bordo]] [[Timor portoghese]] (ora [[Timor Est]])
* [[Thailandia]] - formalmente indipendente, in realtà sottoposta all'influenza francese e inglese.

* [[Filippine]] - spagnole fino alla rivolta del [[1896]], poi acquistate per 20 milioni di dollari dagli [[Stati Uniti d'America|Stati Uniti]] in seguito alla [[guerra ispano-americana]] del [[1898]].
===Protettorati===
* [[Corea]] - nominalmente indipendente (fino al [[1910]]), in realtà sottoposta all'influenza dell'[[impero russo]]. Successiva occupazione [[giappone]]se.
*[[File:Flag of Afghanistan (1880–1901).svg|senza_cornice|20x20px]] [[Emirato dell'Afghanistan]] (protettorato britannico, ora [[Afghanistan]])
* [[Goa]] - [[Portogallo]]
*[[File:Flag of North Borneo (1902–1946).svg|20px|bordo]] [[Borneo del Nord]] (protettorato britannico, ora territorio di [[Sabah]], parte della [[Malaysia]])
* [[Timor]] - [[Portogallo]]
* [[File:Flag_of_the_Kingdom_of_Sarawak_(1870).svg|20px|bordo]] [[Regno di Sarawak]] (protettorato britannico, ora [[Sarawak|Territorio di Sarawak]], parte della Malaysia)
* [[File:Old Flag of Brunei.svg|20px|bordo]] [[Impero del Brunei]] (protettorato britannico, ora [[Brunei]])
* [[File:Flag of Aden (1937–1963).svg|20px|bordo]] [[Protettorato di Aden]] (protettorato britannico, ora parte dello [[Yemen]])
* [[File:Flag of Kuwait (1899-1909).svg|20px|bordo]] Sceiccato del Kuwait (protettorato britannico, ora [[Kuwait]])
* [[File:Flag of the Trucial States.svg|20px|bordo]] [[Stati della Tregua]] (protettorato britannico, ora [[Emirati Arabi Uniti]])
* [[File:Flag of Muscat.svg|20px|bordo]] [[Sultanato di Mascate e Oman]] (protettorato britannico, ora [[Oman]])
* [[File:Flag of Bahrain (1932 to 1972).svg|20px|bordo]] Regno del Bahrein (protettorato britannico, ora [[Bahrein]])
* [[File:Flag of Qatar (1949).svg|20px|bordo]] Emirato del Qatar (protettorato britannico, ora [[Qatar]])
* [[File:Old National Flag of the Maldives.svg|20px|bordo]] Sultanato delle Maldive (protettorato britannico, ora [[Maldive]])

===Mandati della Società delle Nazioni===
*[[File:Flag_of_the_French_Mandate_of_Syria_(1920).svg|20px|bordo]] [[Mandato francese della Siria e del Libano]] (ora [[Siria]] e [[Libano]])
*[[File:Palestine-Mandate-Ensign-1927-1948.svg|20px|bordo]] [[Mandato britannico della Palestina]] (ora [[Israele]], [[Striscia di Gaza]] e [[Cisgiordania]])
*[[File:Flag of the Emirate of Transjordan.svg|20px|bordo]] [[Transgiordania|Emirato di Transgiordania]] (mandato britannico, ora [[Giordania]])
*[[File:Flag of Iraq 1924.svg|20px|bordo]] [[Mandato britannico della Mesopotamia]] (ora [[Iraq]])


== Note ==
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{{Imperi coloniali}}
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{{Portale|Asia|storia}}
[[Categoria:Colonialismo in Asia]]

[[Categoria:Colonialismo in Asia| ]]

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Una nave della Compagnia britannica delle Indie orientali distrugge una giunca cinese durante la Prima guerra dell'oppio (dipinto di Edward Duncan, 1843)

Dal XVI secolo, mercanti provenienti dall'Europa percorrono con sempre maggiore frequenza le rotte marittime asiatiche e progressivamente si stabiliscono sul continente: con l'occupazione di alcune città costiere e successivamente con quella di regioni più estese, prende avvio il colonialismo in Asia.[1] Nell'ultimo quarto dell'Ottocento, il Giappone e gli Stati Uniti affiancano le potenze europee nella conquista di colonie: il processo si conclude nei decenni centrali del Novecento, quando gli stati asiatici soggetti alle potenze coloniali ottengono l'indipendenza.[2]

La curiosità degli Europei per l'Asia si accentua con la diffusione dei resoconti dei viaggi di mercanti che percorrono la Via della seta in età medievale.[3] Proseguendo idealmente la Reconquista e desiderose di allacciare rapporti diretti con i produttori di spezie, aggirando gli intermediari arabi e veneziani,[4] la Corona portoghese e quella spagnola finanziano la ricerca di una rotta marittima verso l'Estremo Oriente: il tentativo della Spagna di raggiungere l'Asia navigando verso ovest porta alla scoperta delle Americhe nel 1492, mentre i Portoghesi, con Vasco da Gama, approdano in India nel 1498.[5]

Nel Seicento, le Province Unite sostituiscono il Portogallo come prima potenza europea in Asia, soppiantate a loro volta dalla Francia[1] e quindi dalla Gran Bretagna, che per tutto l'Ottocento dall'India contenderà l'egemonia sul continente asiatico alla Russia, impossessatasi della Siberia e delle steppe kazake.[6] Raggiunte attraversando l'Oceano Pacifico, la Spagna occupa le Filippine dalla seconda metà del Cinquecento al 1898, quando viene estromessa dagli Stati Uniti. La sconfitta dell'Impero ottomano al termine della prima guerra mondiale, consente a Francia e Gran Bretagna di allargare la propria sfera di influenza nel Mondo arabo, rimasto indifferente ai progressi europei.[2] Il confronto con gli occidentali, induce invece il Giappone ad avviare un rapido processo di modernizzazione, al termine del quale occupa la Corea, ampie porzioni della Cina e, durante la seconda guerra mondiale, tutto il sud-est asiatico.[2]

Le ragioni che hanno permesso a pochi Paesi europei di impadronirsi dei grandi Stati asiatici, e più in generale del mondo extraeuropeo a partire dal XVI secolo, sono ancora oggetto di dibattito e rappresentano uno dei principali quesiti a cui risponde la storia dell'economia.[7]

Conquiste e annessioni

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Contemporaneamente all'affermasi dell'Impero Moghul, in India arrivarono i primi mercanti europei. Portoghesi, francesi e olandesi si limitano (sostenuti dai rispettivi stati e in rivalità fra loro) a costruire basi commerciali lungo la costa: le uniche eccezioni sono il controllo diretto, prima portoghese poi olandese, di Ceylon.[1]

Gli inglesi si spingono anche verso l'interno: sconfiggono i Francesi nelle Guerre del Carnatic (dal 1746 al 1763) per l'India sud-orientale, combattono il Regno di Myosre (dal 1766 al 1799) conquistando l'India sud-occidentale e si scontrano con l'Impero Maratha (dal 1775 al 1819) per il controllo nell'India centro-settentrionale.[8] Strumento della penetrazione è la Compagnia Britannica delle Indie Orientali, che dal XVII secolo controlla i piccoli regni e i sultanati formalmente autonomi (molti dei quali preferiscono il dominio britannico a quello locale) nati dalla dissoluzione dell'Impero Moghul. Nel 1858, dopo i Moti indiani del 1857, la Compagnia viene sciolta e l'India, che fino a quel momento è rimasta politicamente indipendente, diviene una colonia della corona britannica, il British Raj, affidata al controllo di un governatore generale.

All'inizio del XX secolo la Cina si trova in una situazione di semi-colonia.[9] Conserva una formale autonomia, senza divenire esplicitamente colonia, perché le potenze dominanti sono più di una, le quali da una parte sono rivali fra loro, ma d'altro canto hanno interessi comuni nel mantenere aperto il mercato cinese.

Le principali potenze detengono il controllo su una città portuale cinese ed estendono la propria influenza sul territorio circostante:

Le altre potenze controllano singoli quartieri nelle principali città: le Concessioni straniere di Tientsin (dove si trova anche la Concessione italiana) e le Concessioni straniere di Shanghai.

L'ingerenza coloniale in Cina inizia con le Guerre dell'oppio (la prima viene combattuta tra il 1839 e il 1842): grazie al facile successo militare, il Regno Unito costringe l'Impero cinese ad aprire i suoi mercati all'oppio e alle merci britanniche. Il sistema è basato sui treaty ports: porti aperti al traffico internazionale sulla base di trattati ineguali. L'imperatrice Cixi e la nobiltà sono contrari alla modernizzazione e occidentalizzazione del paese, ma non sono in grado di opporsi agli invasori. Le tensioni interne generano la xenofoba Rivolta dei Boxer (1899-1901): la sua repressione da parte di una coalizione internazionale mette in evidenza ancora una volta la debolezza cinese. La vera e propria occupazione militare si ha solo nel periodo tra le due guerre, ad opera del Giappone.

Asia centrale e Siberia

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Decisa a emanciparsi dai suoi antichi dominatori (i khanati superstiti dell'Impero mongolo) e determinata a raggiungere i “mari aperti”, la Russia intraprende la conquista delle terre situate a est dei monti Urali.[10] L'occidentalizzazione del Paese (intensificatasi con il sovrano Pietro il Grande, ma iniziata nel XVI secolo) fornisce gli strumenti necessari per prevalere sui popoli della Siberia e dell'Asia centrale.[10] Nel 1648 l'esploratore Semen Deznev entra per primo nell'Oceano Pacifico navigando da nord, nel 1727 viene raggiunto il confine cinese (dove l'emporio di Kjachta apre i commerci con l'Impero Qing) e nel 1860 (dopo la Convenzione di Pechino) viene fondata Vladivostok, prossima al confine con la Corea. L'espansione russa in Asia centrale (dal XIX secolo viene annesso il Turkestan occidentale e sottomessi il Khanato di Khiva e di quello di Bukhara) impensierisce l'Impero britannico, che risponde mettendo sotto la propria influenza l'Afghanistan e sostenendo il Giappone nella guerra contro l'Impero degli zar.[6]

Medio Oriente

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La fortezza di Hormuz (da Civitates Orbis Terrarum, 1572) costruita dai Portoghesi nel 1508, quando conquistarono la città. Nel 1622 i Safavidi, aiutati da unità navali della Compagnia britannica delle Indie orientali, riconquistarono il forte. Da quel momento gli inglesi furono pressoché gli unici europei a operare nel Golfo Persico.

Se si esclude il ruolo della Francia in Siria all'indomani della prima guerra mondiale, il colonialismo in Medio Oriente è opera essenzialmente del Regno Unito. Dal primo Ottocento si intensifica la presenza navale britannica nelle acque del Golfo Persico. Intuendo il malcontendo arabo per il dominio turco-ottomano sulla regione, la Gran Bretagna si erge a protettrice dei piccoli emirati del Golfo, ottenendo in cambio l'esclusione dei suoi concorrenti europei dai mercati locali e la cessazione della secolare tratta araba di schiavi africani nell'Oceano Indiano.[11] Un trattato del 1853 con gli emirati della "Costa dei Pirati" dà vita alla federazione degli Stati della Tregua, protettorato britannico.[12] Nel 1861, viene dichiarato il protettorato sul Bahrein.[13] Un accordo di protezione viene concluso nel 1899 anche con lo Sceiccato del Kuwait.[14] Nel 1915, con il trattato di Darin, il Sultanato del Neged, retto dai Sauditi, chiede e ottiene il sostegno britannico per contrastare il potere turco-ottomano che in due occasioni, prima alleato con l'Egitto, poi con i Rashidi, ha sconfitto i due precedenti regni sauditi, l'Emirato di Dirʿiyya (nel 1818) e l'Emirato di Najd (nel 1887).[15] Durante la Rivolta araba del 1916, la Gran Bretagna sostiene anche gli Hashemiti, desiderosi quanto i Sauditi di emanciparsi dal potere ottomano, fornendo armi e istruttori militari contro le forze turche.[16] Terminata la Prima guerra mondiale, l'Impero ottomano sconfitto perde il proprio controllo sui territori arabi, che sono ormai in vista della loro indipendenza. La Società delle Nazioni affida ai britannici l'amministrazione provvisoria della Mesopotamia (dal 1920 al 1932); il Regno Arabo di Siria, formatosi dopo il ritiro turco, viene invece diviso in due diversi mandati (assecondando gli Accordi Sykes-Picot): la parte settentrionale viene affidata alla Francia (Mandato francese della Siria e del Libano), la parte meridionale al Regno Unito (Mandato britannico della Palestina e della Transgiordania).[16] Più a sud, il Regno hascemita dell'Hegiaz viene conquistato dai Sauditi che con la sua annessione, riconosciuta dai britannici nel Trattato di Gedda del 1926, possono infine proclamare la nascita dell'Arabia Saudita.[15]

Sud-est asiatico

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I Portoghesi conquistano Malacca nel 1511 e proseguono verso est raggiungendo le Molucche, le agognate Isole delle spezie, stabilendosi attorno al Mare di Banda.[17] Nel Settecento occupano la parte orientale di Timor (che conservano sino al 1975), mentre le altre posizioni vanno perse a vantaggio delle Province Unite, che nel 1602, con la Compagnia olandese delle Indie orientali, sono ormai presenti in forze nella regione. Il dominio olandese si allarga a Giava, Sumatra, Isole della Sonda e Celebes e viene mantenuto nonostante i ripetuti attacchi degli Inglesi, che hanno fortuna solo durante le Guerre napoleoniche.[17] Al termine del conflitto, il Regno Unito trattiene solo i possedimenti della Penisola di Malacca, che dal 1826 vengono amministrati congiuntamente come Stabilimenti dello Stretto. Nei decenni successivi il Regno Unito allarga la propria sfera d'influenza al Borneo settentrionale (Protettorati su Sarawak, Brunei, Labuan e Sabah), mentre i Paesi Bassi al Borneo meridionale e alla parte occidentale della Nuova Guinea. Più a nord, partendo dall'India, i britannici intraprendono la conquista della Birmania, parallelamente la Francia annette l'Indocina: il confine fra i due possedimenti viene fissato sul fiume Mekong, mentre il Siam, nel mezzo, conserva la sua indipendenza, ma viene spartito in due distinte zone d'influenza. Nel 1898, l'esplosione della USS Maine davanti alle coste cubane porta gli Stati Uniti in guerra con la Spagna, che in Estremo Oriente devo cedere le Filippine, conquistate nel 1565. Per tutto il Seicento, a Manila affluisce una parte dell'argento che la Spagna estrae nelle sue colonie americane e invia con un convoglio attraverso il Pacifico (sul Galeone di Manila): l'argento viene utilizzato per pagare i prodotti acquistati in Estremo Oriente destinati al mercato europeo.[18]

Lo stesso argomento in dettaglio: Periodo del commercio Nanban, Sakoku, Bakumatsu e Rinnovamento Meiji.
L'incrociatore Matsushima, ammiraglia della Marina imperiale giapponese durante la Prima guerra sino-giapponese (1894-1895).

Temendo che il commercio con gli Europei, giunti nel Mar Giallo nel 1542, possa turbare gli equilibri interni faticosamente raggiunti dopo l'instabilità dei periodo Sengoku, lo shogunato Tokugawa decide, nel 1638, per la chiusura dei porti ai mercanti stranieri;[19] le rare informazioni sul mondo esterno filtrano dalla stazione commerciale olandese di Dejima, nel porto di Nagasaki. In Giappone, nei due secoli successivi, si manifestano allora due opposte tendenze: da un lato chi vorrebbe rifiutare ogni novità portata dagli occidentali,[19] dall'altro chi vorrebbe adottarne le tecniche[10] (→ Rangaku). Nel 1854 le navi nere del commodoro statunitense Matthew Perry costringono il Paese a sottoscrivere la Convenzione di Kanagawa, un trattato ineguale simile a quelli imposti dagli occidentali alla Cina. Il potere dello Shōgun ne esce indebolito e un gruppo di decisi riformatori si raccoglie dietro la figura del giovane imperatore Mutsuhito: prende allora forma il Rinnovamento Meiji, che esautora lo shogun e ricostruisce il potere imperiale, riuscendo nell'importazione della rivoluzione industriale dall'Europa e nell'introduzione di audaci riforme sociali (fine del potere dei samurai e dei daimyō, abbigliamento occidentale e scolarità obbligatoria).[20]

La costruzione di una moderna flotta da guerra, con l'aiuto britannico e francese, permette l'espansione del Giappone nei Paesi vicini: una vittoria sulla Cina nel 1895 porta all'annessione di Taiwan, quella sulla Russia nel 1905 consente di estendere l'influenza alla Corea e alla Manciuria,[6] l'intervento nella Prima guerra mondiale a fianco dell'Intesa consente di ottenere dalla Società delle Nazioni il mandato fiduciario sulle Isole del Pacifico appartenute all'Impero coloniale tedesco. Dal 1930 il sistema degenera in un militarismo spietato e brutale: crimini di guerra vengono perpetrati ai danni dalla popolazione civile coreana e cinese.[8] Con un'offensiva nel Sud-est asiatico vengono sconfitte singolarmente tutte le potenza coloniali: gli americani vengono cacciati dalle Filippine, i britannici dalla Malesia e dalla Birmania, i francesi dall'Indocina, gli olandesi dall'Indonesia e un raid aereo giunge a bombardare Darwin, in Australia.[8]

Integrazione economica

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La principale conseguenza del colonialismo delle potenze dell'Europa in Asia è la progressiva integrazione dell'economia dei due continenti. Tra i maggiori storici della modernità (come Fernand Braudel, Pierre Chaunu e Carlo Maria Cipolla) vi è consenso nell'affermare che la bilancia commerciale europea con le economia asiatiche rimane a lungo deficitaria: le merci acquistate in India, in Cina e nelle Molucche vengono pagate con l'argento e non vengono scambiate con manufatti artigianali europei.[21] L'argento che affluisce in Asia proviene soprattutto dall'America spagnola: giunto in Europa attraverso la Spagna, viene coniato e riesportato in Estremo Oriente.[21] Solo dopo la rivoluzione industriale, nel XIX secolo, gli stati europei attivi sui mercati asiatici dispongono di beni concorrenziali con quelli locali: a quel punto l'Asia (in particolare Cina e India) diviene soprattutto uno sbocco commerciale per i prodotti finiti. Gli storici dell'economia mettono però in guardia dal sopravvalutare l'importanza dei mercati asiatici per lo sviluppo industriale dell'Europa occidentale: secondo Paul Bairoch per tutto l'Ottocento e nel primo terzo del Novecento, le colonie assorbono infatti meno di un decimo del totale delle esportazioni dell'Europa e degli Stati Uniti.[22]

Influenza culturale sull'Europa

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Lo stesso argomento in dettaglio: Orientalistica, Arabistica, Iranistica, Indologia, Sinologia e Iamatologia.

L'incontro con l'Asia porta nuovi elementi nella cultura europea. Nell'Ottocento, ai tradizionali curricula universitari europei, si aggiunge lo studio dell'Oriente.[23] Dopo l'egittologia (nata al seguito della spedizione di Bonaparte in Egitto tra il 1798 e il 1803), prende forma l'archeologia orientale: lo studio delle civiltà mesopotamiche permette agli europei di formulare le prime ipotesi relativa alla nascita dell'agricoltura e alla nascita della scrittura. Si approfondisce inoltre lo studio delle lingue orientali. Parallelamente, l'arte europea trova gusto nella rappresentazione di paesaggi esotici (con la corrente pittorica dell'orientalismo), nella rielaborazione dei motivi figurativi giapponesi (→ giapponismo) e nell'imitazione dei prodotti artigianali cinesi (→ cineserie); si fanno largo nuovi temi e ambientazioni anche nelle opere liriche (come in Madama Butterfly o in Turandot di Giacomo Puccini).

Quadro sinottico

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Mappa politica dell'Asia nel 1937; sono evidenziate le colonie europee

Mandati della Società delle Nazioni

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  1. ^ a b c Glenn J. Ames, The World Encompassed: The Age of European Discovery (1500-1700), Pearson Education Inc, 2008
  2. ^ a b c David Landes, La ricchezza e la povertà delle nazioni, Garzanti, 2001
  3. ^ Albert T'Serstevens, I precursori di Marco Polo, Garzanti, 1982
  4. ^ Carlo Maria Cipolla, Vele e cannoni, Il Mulino, 1999
  5. ^ Rondo Cameron e Larry Neal, A Concise Economic History of the World from Paleolithic Times to the Present, Oxford University Press, Oxford, 2003
  6. ^ a b c Peter Hopkirk, Il Grande gioco, Adelphi, 2004
  7. ^ Jack Goody, Capitalism and Modernity: The Great Debate, Cambridge, Polity Press, 2004
  8. ^ a b c Niall Ferguson, Empire, Penguin Books, Londra, 2003
  9. ^ Wolfgang Reinhard, Storia del colonialismo, Einaudi, 2001, p. 220
  10. ^ a b c Arnold J. Toynbee, Mankind and Mother Earth, Oxford University Press, 1976
  11. ^ Paul Lovejoy, Transformations of Slavery: A History of Slavery in Africa, Cambridge University Press, Cambridge, 2012
  12. ^ L'accordo è noto come Perpetual Maritime Truce of 1853 e gli emirati sono noti come Trucial States
  13. ^ Philippa Levine, The British Empire. Sunrise to Sunset, Harlow, Pearson, 2007
  14. ^ L'accordo è noto come Anglo-Kuwaiti Agreement of 1899, firmato il 23 gennaio 1899
  15. ^ a b Tilman Seidensticker, Islamismo, Il Mulino, 2016
  16. ^ a b James L. Gelvin, The Modern Middle East. A History, Oxford University Press, 2020
  17. ^ a b Giles Milton, L'isola della noce moscata, Rizzoli, 1999
  18. ^ Carlo Maria Cipolla, Conquistadores, pirati, mercatanti, Il Mulino, 1996
  19. ^ a b Samuel P. Huntington, Lo scontro delle civiltà, Garzanti, 2000
  20. ^ Niall Ferguson, Civilization: The West and the Rest, Penguin, 2011
  21. ^ a b Fernand Braudel, Expansion européenne et capitalisme (1450-1650) in Les ambitions de l'Histoire, Editions de Fallois, 1997
  22. ^ Paul Bairoch, Economics and World History, University of Chicago Press, 1993
  23. ^ Immanuel Wallerstein, Comprendere il mondo. Introduzione all'analisi dei sistemi mondo, Asterois, 2018