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Acqua frizzante e salute: false credenze e risposte vere

Stuzzica il palato, ma anche la curiosità: l’acqua frizzante continua a essere oggetto di tanti dubbi sulla salute. Ecco quali sono davvero fondati e quali no. Ricorda però: la scelta migliore per l’ambiente resta sempre e comunque l’acqua del rubinetto.

15 aprile 2024
bicchiere di acqua frizzante

Diciamolo subito: l’acqua con le bolle, che sia effervescente naturale o addizionata di anidride carbonica (CO2), non fa male alla salute. Bere acqua frizzante può dare sintomi fastidiosi ad alcune persone (eruttazione, sensazione di gonfiore, fastidio allo stomaco, bruciore e reflusso non problemi seri per la salute), ma non a tutti, non sempre.

Le acque effervescenti naturali e quelle gassate contengono anidride carbonica, una sostanza innocua per l’organismo, presente alla sorgente nelle prime e addizionata artificialmente nelle seconde. L’aggiunta di anidride carbonica non costituisce alcun rischio per l’organismo, semmai un piccolo vantaggio, in quanto la presenza di CO2 in bottiglia migliora la conservabilità del prodotto.

L'acqua frizzante disseta di più dell'acqua naturale?

In quanto a capacità idratante, non c’è alcuna differenza tra i due tipi di acqua. L’effetto più dissetante delle acque frizzanti è solo un inganno del palato. L’effervescenza e il sapore leggermente acido dell’acqua con le bolle – più interessante di quella dell’acqua liscia, almeno per alcuni di noi - possono però facilitare l’assunzione di acqua da parte di chi fatica a idratarsi a sufficienza

C’è anche un potenziale vantaggio in più: l’acqua gassata può aiutarci a ridurre l’introito calorico se prende il posto delle bevande zuccherate gassate.

L'acqua frizzante gonfia lo stomaco?

Le acque effervescenti e frizzanti contengono anidride carbonica: è proprio questo gas a dare forma alle bolle che la bevanda libera fin dall’apertura della bottiglia. La liberazione dell’anidride carbonica avviene anche nello stomaco, causando eruttazione, distensione gastrica e sensazione di gonfiore. La distensione dello stomaco può dare un senso di pienezza, per alcuni poco piacevole, per altri per nulla fastidioso. Anzi, questa sensazione potrebbe accompagnarsi a un seppur fugace senso di sazietà (la distensione dello stomaco è uno dei segnali usati dal cervello per regolare l’appetito e l’assunzione di cibo). Questo effetto è fisiologico e non dà problemi a lungo termine: passa nel giro di poco. Di certo non è la causa di un ventre prominente, dovuta più probabilmente a una dieta poco equilibrata, che porta all’accumulo di grasso a livello addominale e alla scarsa attività fisica.

L'acqua frizzante aiuta a digerire?

Bere acqua gasata durante il pasto non sembra aiutare la digestione più di quanto aiuti bere acqua naturale. Nella giusta quantità l’acqua facilita il lavoro dello stomaco. Spesso si pensa erroneamente che l’eruttazione provocata dall’acqua velocizzi la digestione: in realtà si tratta solo della fuoriuscita rumorosa dallo stomaco di anidride carbonica e aria. Più studi mostrano che l’aggiunta di anidride carbonica a una bevanda non ha effetti rilevanti sul tempo necessario allo stomaco per svuotarsi. Un piccolo studio su alcune volontarie mostra che il consumo di acqua minerale frizzante può aiutare a ridurre i sintomi di cattiva digestione più dell’acqua liscia, ma prima di generalizzare qualunque consiglio servirebbero studi di dimensioni più ampie che confermino questi risultati. 

L'acqua frizzante può provocare acidità, bruciore di stomaco o reflusso?

La reazione ai cibi che ingeriamo è sempre molto personale. Lo stesso vale per l’acqua gassata e le bevande frizzanti in generale: in alcune persone possono provocare sintomi gastrici fastidiosi, come senso di acidità e di gonfiore, bruciore e reflusso acido. Ma questo non vale per tutti.

Bere acqua frizzante o bevande gassate è spesso sconsigliato a chi soffre di reflusso gastroesofageo. Tra i motivi c’è il fatto che l’anidride carbonica può stimolare la produzione di acido da parte dello stomaco e che, causando l’eruttazione, può far risalire nell’esofago una parte del contenuto acido dello stomaco, aggravando i sintomi del reflusso. Alcuni studi mostrano come l’anidride carbonica nelle bevande, distendendo le pareti dello stomaco, abbia un temporaneo effetto negativo sulla tenuta della valvola che separa stomaco ed esofago, favorendo potenzialmente il reflusso acido. Detto questo, non tutte le persone che soffrono di reflusso gastroesofageo lamentano sintomi di bruciore o rigurgito acido dopo il consumo di bevande gassate. Alcuni studi mostrano però come chi soffre di reflusso spesso non tolleri il frizzante e che i sintomi del reflusso siano lievemente più comuni tra chi beve bevande gassate. Per tutti questi motivi, l’acqua gassata è normalmente nella lista degli alimenti sconsigliati. Chi soffre di reflusso può provare a limitare o eliminare l’acqua frizzante e vedere se ne trae beneficio, ma non deve necessariamente rinunciarci. Chi non ne soffre, non tema di procurarselo, in quanto non ci sono prove che un consumo abituale di acqua gasata, o più in generale di bevande gassate, provochi la malattia da reflusso.

Se in alcuni casi è potenzialmente utile limitarne il consumo per i motivi sopra specificati, non è necessariamente vero che rinunciare all’acqua gasata aiuti chi ha problemi di cattiva digestione. Se consultiamo la letteratura scientifica, troviamo prove - molto limitate e da prendere con le pinze - del fatto che l’assunzione di acqua frizzante possa addirittura aiutare in caso di sintomi di cattiva digestione. Si tratta dello studio di pochi soggetti volontari che non permette di trarre conclusioni generali, ma che suggerisce quanto la nostra reazione al consumo di acqua gassata potrebbe non essere necessariamente negativa. Chi ha problemi di stomaco deve imparare a capire quali alimenti, acqua frizzante compresa, scatenano i sintomi fastidiosi.

Chi non soffre di problemi di stomaco o reflusso non deve avere grosse preoccupazioni. La natura più acida dell’acqua frizzante non è un rischio per il nostro stomaco o per l’organismo in generale. L’anidride carbonica disciolta nell’acqua dà infatti origine ad un acido debole, l’acido carbonico, che può abbassare il pH dell’acqua e quindi renderla un po’ acida. Questo però non è un problema, in quanto la bocca tampona almeno in parte l’acidità grazie alla saliva e l’esofago tollera normalmente il passaggio di sostanze ben più acide. Infine una volta raggiunto lo stomaco l’acqua frizzante incontra un ambiente decisamente ben più acido (lo stomaco per digerire il cibo secerne acido cloridrico, creando un ambiente estremamente acido). L’acidità dell’acqua, dunque, non deve preoccuparci. Gran parte della CO2 presente nell’acqua non raggiunge neppure lo stomaco, evaporando dalla bottiglia dopo l’apertura e dal bicchiere o venendo eruttata poco dopo l’ingestione: la poca anidride carbonica che arriva allo stomaco e all’intestino viene rapidamente assorbita e in buona parte convertita in utile bicarbonato.

Si può bere se sono a dieta?

Bere acqua frizzante o effervescente non compromette gli sforzi per perdere peso. L’anidride carbonica presente nell’acqua gassata o effervescente naturale non apporta alcuna caloria. La presenza di CO2 potrebbe anche dare un maggior – seppur fugace - senso di sazietà rispetto al consumo di bevande identiche ma lisce, anche se su questo effetto non si ci sono prove certe.

Qualche dubbio sul fatto che l’acqua frizzante non sia adatta alla dieta può essere erroneamente nato dai risultati di uno studio di pochi anni fa. Lo studio, molto ripreso dalla stampa internazionale, mostrava come l’assunzione di bevande addizionate di anidride carbonica causasse nelle cavie di laboratorio un aumento dell’appetito e del peso. In questo studio, alcuni ratti maschi erano stati esposti per diverse settimane al consumo di varie bevande, frizzanti e no, zuccherate o edulcorate e ad acqua naturale. I topi che avevano consumato bevande gasate dimostrarono un incremento di peso maggiore, a prescindere dal contenuto calorico della bevanda. In sostanza, lo studio sottolineava come anche le bevande a calorie zero ma frizzanti avessero causato un aumento di peso negli animali che le avevano bevute rispetto a quelli che avevano bevuto solo acqua non gassata.

L’ipotesi, corroborata da prove di laboratorio interessanti, è che l’anidride carbonica aumenti i livelli ematici di grelina, un ormone secreto principalmente dallo stomaco, i cui livelli nel sangue salgono quando lo stomaco è vuoto per poi ridursi quando lo stomaco è pieno. L’anidride carbonica, stimolando determinati i recettori dello stomaco, potrebbe essere la colpevole dell’aumento della grelina nel sangue e, a ruota, dell’aumento di appetito e di peso dei ratti esposti.

Nello stesso studio è stato valutato il livello di grelina nel sangue di alcuni giovani volontari (anch’essi maschi) dopo il consumo di un pasto standard e di una bevanda, con o senza gas, dopo un periodo digiuno. Anche in questo esperimento, tutte le bevande frizzanti, acqua gassata compresa, si correlano ad aumenti significativi dei livelli di grelina rispetto a bevande identiche ma prive di gas, ma anche ad un maggior introito calorico nelle ore successive.
Questi studi suggerirebbero che, oltre a badare alle calorie delle bevande, dovremmo preoccuparci anche della presenza di anidride carbonica e del suo effetto aperitivo (cioè stimolante l’appetito). Seppure i dati siano molto interessanti e meritino un approfondimento, è meglio non saltare a conclusioni affrettate: servono studi che confermino questi dati.

Prima di stabilire che le bevande gassate costituiscano un rischio per il girovita, sono necessari dati epidemiologici che mostrino come le persone che consumano acqua gassata raggiungano un peso medio maggiore di quello di chi consuma perlopiù acqua naturale, al netto di tutte le altre caratteristiche sociodemografiche rilevanti, dello stato di salute e degli stili di vita che nell’insieme determinano il peso corporeo.

Concludendo, se vogliamo ridurre al minimo anche questo rischio non dimostrato, possiamo riservare l’acqua gasata e le bevande edulcorate frizzanti a quelle occasioni in cui ci va di bere una bevanda diversa dall’acqua, cosa che a volte ci porta a scegliere una bevanda alcolica o zuccherata, che al contrario dell’acqua frizzante sono state chiaramente correlate ad un maggior rischio per la salute, se consumate abitualmente. Questo stratagemma permette sia di ridurre il consumo di bevande dal sapore dolce, sia il consumo abituale di quelle effervescenti. Se invece bere acqua naturale davvero non ci piace, non ci sono prove convincenti per sconsigliare il consumo di acqua gassata durante una dieta.

L'acqua frizzante fa male a denti e ossa?

Se il timore riguarda la salute delle ossa, la letteratura medica considera una falsa credenza quella per cui bere acqua gasata favorirebbe l’osteoporosi. Il timore potrebbe essere nato dalla ricerca sull’associazione tra il consumo di bevande zuccherate gassate e rischio di frattura nelle donne in menopausa. Da questo studio risulta una minor densità ossea in chi consuma abitualmente bevande a base di cola. Questa associazione – non osservata per altre bevande gassate -potrebbe essere dovuta al contenuto in acido fosforico di alcune di queste bevande, il cui consumo porterebbe ad una maggiore perdita di calcio dalle ossa. Le prove però non sono così chiare. Non è escluso che le ragioni siano altre e più complesse, legate agli stili di vita, che il consumo eccessivo di bevande alla cola in qualche modo implica. Non c’è invece differenza in termini di massa ossea o rischio di frattura nelle donne che bevono acqua frizzante a confronto con chi non la beve.

L’acqua frizzante fa male ai denti?

L’anidride carbonica non costituisce un rischio per la salute dei denti: sebbene le acque frizzanti siano più acide delle acque naturali per via dell’acido carbonico che si forma dall’anidride carbonica, la capacità di corrodere lo smalto è limitata. Teniamo poi in conto che la nostra saliva è in grado di tamponare parte dell’acidità di cibi e bevande e che la nostra bocca è spesso esposta a sostanze ben più acide dell’acqua gassata.

L’acqua frizzante può provocare calcoli renali?

Il consumo di acqua frizzante non è correlato ad un maggior rischio di sviluppare calcoli renali. Anche in questo caso, il timore essere nato da alcuni studi che hanno osservato un maggior rischio di calcoli renali in chi consuma abitualmente bevande a base di cola, ma anche altre bevande frizzanti zuccherate. Ovviamente questi risultati non possono essere estesi al consumo di acqua gassata o effervescente naturale. La presenza o meno di CO2 non influenza il rischio di calcoli renali, così come non lo influenza il contenuto di residuo fisso o la concentrazione più o meno elevata di alcuni minerali nell’acqua, come il calcio, il cui quantitativo derivato dall’acqua è irrisorio rispetto a quello derivato dalla dieta. Per questo stesso motivo, l’acqua di bottiglia non è migliore dell’acqua di rubinetto. Il primo nemico dei calcoli è proprio l’acqua, da qualunque fonte essa arrivi: bere tanta acqua è il primo modo per difendersi dalla formazione dei calcoli renali.

Fa male per la cistite?

Non ci particolari controindicazioni per chi soffre di cistite. Come abbiamo visto, la presenza di anidride carbonica non ha un impatto rilevante sul nostro organismo.

Chi ha il diabete può bere acqua frizzante?

Non ci sono particolari controindicazioni. L’acqua frizzante non comporta svantaggi per le persone diabetiche. Come abbiamo visto, l’effetto della CO2 sul nostro apparato digestivo è minimo e l’anidride carbonica assorbita non ha particolari conseguenze.

Chi ha la pressione alta può bere acqua frizzante?

Sì, perché la presenza di anidride carbonica non comporta svantaggi per chi soffre di ipertensione.

Spesso chi soffre di pressione alta teme che un’acqua che contiene troppi sali minerali - più precisamente troppo sodio - possa annullare gli sforzi fatti per tenere bassa la pressione. Questa credenza errata è instillata anche dalla pubblicità, che insiste sul tenore di sodio dell’acqua, spingendo chi è attento alla pressione tende a selezionare acque povere di sodio. Questa preoccupazione è però davvero ingiustificata. Il motivo è molto semplice: la quantità di sodio introdotta con l’acqua in bottiglia è irrilevante rispetto a quella introdotto con gli alimenti. E questo vale per le acque frizzanti e per quelle naturali, anche con alti tenori di sodio.

Ad esempio, un’acqua gassata può avere una quantità di sodio nell’ordine dei 5 mg per ogni litro. Se ne beviamo due litri, l’apporto arriva a 10 mg. Questa quantità è un problema? Facciamo un confronto con quello che mangiamo. Stando ai dati del Centro di ricerca alimenti e nutrizione (CREA), una porzione da 100 grammi di pane integrale contiene indicativamente mezzo grammo di sodio, mentre una porzione da 50 grammi di prosciutto cotto ne conta poco meno (indicativamente 400 mg). Se a pranzo mangiamo un panino al prosciutto cotto, introduciamo circa 100 volte la quantità di sodio che possiamo introdurre bevendo 2 litri di acqua! E se scegliessimo del prosciutto crudo, che è ben più salato, la conta del sodio salirebbe alle stelle!

Dobbiamo davvero preoccuparci di un bicchiere d’acqua frizzante o naturale?

L'acqua frizzante fa bene in caso di mal di gola o tosse?

Idratare le mucose è sempre utile in questi casi, ma non ci sono vantaggi documentati del bere acqua frizzante rispetto al bere acqua naturale fresca. L’effetto quasi anestetizzante dell’anidride carbonica sui recettori della lingua e della bocca in generale può dare la sensazione che l’acqua gasata abbia qualche particolare effetto, ma si tratta solo di una sensazione.

C’è una relazione tra acqua frizzante e tumori?

Il consumo di acqua frizzante non è associato allo sviluppo di tumori. La ricerca epidemiologica ha chiarito, ad esempio, che le bevande gassate non costituiscono un fattore di rischio per lo sviluppo del cancro dell’esofago. L’acqua gasata non è annoverata neanche tra i fattori di rischio del cancro dello stomaco o dell’intestino. Se il timore è legato alle voci sui pericoli di acidificare l’organismo, possiamo stare tranquilli: non solo l’ambiente dello stomaco è normalmente ed enormemente più acido di qualunque sostanza acida possiamo introdurre con la dieta (acqua gassata compresa), ma una volta superata la barriera gastrica l’organismo riporta subito il pH nei ranghi e il pH del sangue è mantenuto strettamente sotto controllo intorno al suo normale valore di 7,4 da meccanismi molto efficienti. Insomma, la basicità o acidità dell’acqua non è in grado di influenzare davvero il nostro pH. E per questi stessi motivi non hanno senso le cosiddette diete alcaline. Attenzione ai messaggi pubblicitari sugli effetti benefici sull'organismo dell'acqua alcalina ionizzata: mancano le evidenze scientifiche che l'acqua alcalinizzata abbia effetti positivi sulla salute.

Chi è in gravidanza o allatta può bere acqua frizzante?

A questo riguardo non ci sono controindicazioni per le donne in gravidanza o allattamento.